INTERNAZIONALISMO

L’associazione di Mutuo Soccorso è animata da una profonda vocazione internazionale: prima ancora di avviare l’esperienza delle Brigate Volontarie per l’Emergenza, dal 2008 organizziamo Carovane di Solidarietà nella Striscia di Gaza e supportiamo attivamente le comunità del Kurdistan. L’obiettivo di ogni nostro intervento rifiuta le dinamiche puramente assistenzialiste: lavoriamo per costruire reti di solidarietà paritarie, fondate sul mutuo aiuto, sullo scambio reciproco e sul riconoscimento della dignità dei popoli.
GazaFreestyle: costruire ponti attraverso lo sport e i diritti (2015-2023)
La Striscia di Gaza rappresenta uno snodo fondamentale della nostra storia. Qui abbiamo imparato il vero significato della parola solidarietà, ricevendo in cambio lezioni di coraggio, tenacia e resilienza. Nato a Milano nel 2013 e presto trasformatosi in un progetto nazionale, GazaFreestyle è diventato pienamente operativo nel 2015, grazie alla collaborazione con ACS (Associazione di Cooperazione e Solidarietà) e il Centro Italiano Vik.
Abbiamo scelto le discipline del freestyle e dello sport come linguaggio universale di aggregazione e libertà. Negli anni, attraverso un intenso scambio interculturale, abbiamo costruito due skatepark — tra cui il Green Hopes a nord della Striscia, di livello olimpico e il più grande del Medio Oriente — e promosso percorsi di educazione all’affettività.
Nel 2022 abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti, dando vita a un forum per l’emancipazione femminile che ha coinvolto centinaia di donne. Da qui è nato il progetto della Casa Internazionale delle Donne: un luogo sicuro e autonomo dedicato allo sport, alla formazione e alla cura. Avevamo già ottenuto il terreno e avviato il cantiere, ed eravamo pronti a varcare i confini a dicembre 2023 con oltre cento volontari per celebrare dieci anni di attività congiunte.

L’Emergenza Umanitaria: SOS Gaza (2023 – Oggi)
La drammatica catastrofe umanitaria esplosa a ottobre 2023 ha chiuso i confini, rendendo impossibile il nostro ingresso, ma non ha fermato il nostro impegno. Lavorando a stretto contatto con i nostri referenti storici sul campo, abbiamo reinventato il nostro intervento trasformandolo in supporto umanitario diretto e capillare.
Attraverso il crowdfunding SOS Gaza abbiamo raccolto oltre 1,5 milioni di euro, impiegati per finanziare cucine da campo, supporto psicosociale per i minori, distribuzione di acqua potabile e l’allestimento di tende mediche. Parallelamente, con la campagna nazionale 100% Gaza, abbiamo unito oltre duecento realtà italiane, raccogliendo fondi cruciali a ogni edizione.
Oggi, gran parte di ciò che avevamo costruito insieme — gli skatepark, i murales, il Centro Vittorio Arrigoni — è stato ridotto in macerie, e abbiamo perso molti collaboratori locali. Eppure, la rete che abbiamo intessuto resiste: continuiamo a operare al fianco della popolazione civile, mantenendo vivo l’aiuto materiale e la speranza di ritrovarci.
Rompere l’isolamento: la mobilitazione civile e la Flotilla
Siamo convinti che il supporto umanitario debba procedere di pari passo con l’azione civile e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Nel corso del 2024, abbiamo supportato le mobilitazioni studentesche e le iniziative universitarie in Italia, facilitando momenti di approfondimento e creando ponti diretti con Gaza attraverso testimonianze preziose, come quella di Maryam Abou Daqqa.
Nel 2025, per contrastare il silenzio e l’immobilità internazionale, abbiamo partecipato attivamente alle missioni della Freedom Flotilla. L’autunno ha visto le piazze italiane — in particolare quella di Milano del 22 settembre, promossa con Global Movement to Gaza — riempirsi di una grande partecipazione civile. Nonostante momenti di forte tensione e una gestione complessa dell’ordine pubblico che ha coinvolto i nostri attivisti, la richiesta di diritti umani non si è fermata, culminando nelle ampie mobilitazioni di ottobre.
Siamo poi salpati per una seconda missione umanitaria in mare con due imbarcazioni, con equipaggi formati da volontari e attivisti di Milano, Roma, Padova e Bologna. Pur essendo stati intercettati e bloccati al largo di Creta dalle autorità militari, l’iniziativa ha rappresentato un canale vitale di connessione per rompere l’isolamento di Gaza. La dimostrazione più forte di questo legame è arrivata quando una delle nostre barche, alla deriva, ha raggiunto autonomamente le spiagge della Striscia, dove la popolazione ci stava aspettando.









